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Con queste scoperte ebbero inizio gli studi sopra la produzione
       artificiale di nuovi elementi radioattivi. Abbiamo detto un momento fa
       che la principale ragione per cui è bassa l'efficienza dei bombardamenti
       con particelle Ci consiste nel fatto che il nucleo bersaglio e la particella
       proiettile sono entrambi carichi di elettricità positiva e quindi si respin-
       gono con forze relativamente enormi. Per questa ragione pensai essere
       conveniente sostituire come proiettile alle particelle Ci, una particella
       elettricamente neutra, e cioè il neutrone. Le sorgenti di neutroni da me

       usate erano costituite da piccoli tubetti di vetro riempiti di polvere di
       berillio e di emanazione di radio, che mi vennero generosamente prepa-
       rati dal Laboratorio di Fisica di questo Istituto di Sanità. Sono ben lieto
       di questa occasione per ringraziare pubblicamente l'Istituto di Sanità
       e in particolare i proff. Marotta e Trabacchi per questa preziosa collabo-
       razione che mi ha reso possibili le ricerche in questo campo.

               Il successo si delineò fin dalle prime esperienze e si poterono
       subito ottenere sostanze radioattive artificiali in quantità facilmente
       misurabili. Si riscontrò subito anche che non solo gli elementi leggeri,
       ma la maggioranza degli atomi, qualunque sia il loro peso atomico,
       possono venire disintegrati dai neutroni. Perfino l'uranio, il più pesante
       degli elementi, dà origine, sotto l'azione del bombardamento neutro-
       nico, ad una serie di corpi radioattivi artificiali diversi da quelli che se ne
       ottengono per disintegrazione naturale. Tra di essi si trovano almeno
       due nuovi elementi chimici, l'ausonio e l'esperio, aventi numero atomico

       più grande di tutti gli elementi conosciuti in natura.
               Prima di dimostrare con una facile esperienza come la radioatti-
       vità artificiale possa effettivamente venire prodotta, accennerò ad un
       semplice artificio che rende assai più efficace il bombardamento neutro-
       mco.

               Nel 1935 nel nostro Laboratorio fu osservato un fenomeno che
       permette di aumentare notevolissimamente il rendimento della produ-
       zione di sostanze radioattive artificiali con neutroni. I neutroni vengono
       emessi dalle sorgenti con velocità grandissime; vi è però un modo estre-
       mamente semplice per rallentarli in seguito. Esso consiste nel circondare
       la sorgente da cui escono i neutroni, con una grossa massa di paraffina o
       di acqua o in genere di una sostanza contenente molto idrogeno. I neu-

       troni colpiscono gli atomi di idrogeno e ad ogni urto cedono ad essi una

                                                                         Enrico Fermi I 15
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